Parole Pensate...ma non troppo

Maggio 26

Tu chiamale se vuoi emozioni

Se potessi conservare quelle emozioni, le prenderei una ad una e le racchiuderei in un barattolo per non farle più uscire.
Se si potessero conservare, ad ogni barattolo darei  un nome, e su ognuno ci sarebbe un etichetta con la data.
Se potessi fare con le emozioni, come facevo con le farfalle da bambina, le metterei su una mensola, una accanto all’altra, e colorerei la parete anteriore di un bel lillà candido.
Se si potessero conservare, e mettere sotto sale, le emozioni che mi fai vivere tu le metterei in cassaforte, cosi da poterle riassaporare ogni volta che mi manchi, ogni volta che ho bisogno di te.

Io non lo so se ieri sera hai sentito la stessa cosa che ho sentito io, ma quello sguardo, e quel messaggio a me ha dato una scossa all’anima. Un terremoto interiore, che non è ancora passato.
Non lo so cos’è…ma se tu vuoi continuare a chiamarla amicizia, mi convinci che non lo sai neanche tu, perchè l’amicizia, l’abbiamo oltrepassata da un pezzo…

“Sei bellissima stasera”
“Grazie”
”..”
“…”
“Mi toccherà fare a botte con qualcuno”
“Perchè dovresti? Non sei mica il mio ragazzo”
“Già..”
“Già..”

Maggio 25

Cielo: Pace fatta!

Poi vuoi sapere cosa succede?
Succede che un giorno, uno qualunque, pensi alla festa di stasera.
Un pensiero da adolescente. Di quelli che ti prendevano tanto tempo fa.
Un pò per noia, inizi a pensare a cosa metterai, a cosa ballerai, a cosa vuoi che succeda.
Lo sai che tutto, ma proprio tutto di quello che stai pensando non si avvererà, ma ormai il flusso dei pensieri è partito, e per una volta non li blocchi.
Alzi gli occhi ad un cielo limpidissimo e soleggiato.
Glielo stai per chiedere. Un regalo.
Sei con gli occhi puntati verso l’alto.
Improvvisamente ci ripensi, il sorriso scompare lasciando spazio ad un’espressione di disappunto.
“no, non ti chiedo più nulla. Tanto non mi ascolti mai”.
Ed ecco in un attimo riaffiorare tutti i desideri, le speranze, che negli ultimi due anni gli avevi riposto.
Lo hai pregato con tutta te stessa. Gli hai anche detto che se quella volta t’avrebbe ascoltato, avresti smesso di fumare.
“NO!” pensi decisa, non gli chiedo nulla. Mai più.
Riprendi il passo fiera.
Finchè un pugno nello stomaco ti costringe a fermarti di nuovo.
Ti rendi conto dove saresti ora e cos’altro sarebbe successo se ti avesse ascoltata?
Se avesse esaudito quei desideri?
Altra sofferenza, altri sogni rotti, altro tempo perso.
Altri pezzi di te buttati al vento.
Altri cocci da rimettere insieme.
Fiuuuu, meno male.
Cavolo…Sarebbe stato ancor peggio.
E quindi? E quindi, Grazie Cielo, per non avermi ascoltata
quando ti imploravo di farlo chiamare, di farlo tornare.GRAZIE,


Non sempre i desideri si avverano, e qualche volta, è un bene. 

Ok cielo…pace fatta!

Maggio 24

Programmatore.

Tu, programmatore che siedi alla mia destra e sei brutto come la morte e la tua ragazza non sa che lavori con tre donne in ufficio altrimenti non ti farebbe andare a lavoro.
Tu che dici che odi i napoletani e napoli, ma sei nato qua e non sei mai uscito dal tuo quartiere nei tuoi 30 anni di vita.
Tu che pensi che per fare un sito web basta un programmatore e non distingui un font da un’altro e non sai cos’è il web 2.0.
Tu che ti dai le arie con me solo perchè sai creare una newsletter ma non hai minimamente idea che colori tipo rosso fuoco o verde acido disturbano la navigazione dell’utente e quindi non vanno usati.
Tu che dici che i siti in flash sono bellissimi, ignorando che non si vedono dagli smartphone, impiegano tempo a caricarsi e quindi costringono l’utente ad abbandonare presto il sito e a non farci più ritorno.
Tu che dici che i social network servono solo a mettere le corna al proprio partner, e non ti rendi conto che se un’azienda non c è sui social, praticamente non esiste.
Tu, che non sai che stampare 100 volantini pagarli a peso oro, vale molto meno di un’inserzione su Facebook che non costa un cazzo.
Tu, che stai sempre al tuo tablet e con l’Iphone attaccato alle orecchie perchè devi comunicare alla tua ragazza anche quando ti alzi per pisciare.
Tu che non esci la sera altrimenti lei si incazza
TU TU TU TU.
LA PREDICA A ME PERCHE’ A 25 ANNI NON HO UN RAGAZZO FISSO, NON LA VIENI A FARE.

Ma vaffanculo va. 

Maggio 24

Giornate sbagliate.

Giorni che partono sbagliati.
Giorni che ti alzi dal letto e hai mal di testa.
Fai il caffè e ti scotti nel versarlo.
La maglia che volevi mettere, l’hai dimenticata nella lavatrice.
Il treno in ritardo, la metro affollatissima.
Il lettore mp3 scarico.
Chiami mamma per rilassarti ma provochi un litigio e finisce urlando.
Apri facebook appena entrata in ufficio, e vedi quello stato.
Poi quell’evento…



Sbuffi chiudi in fretta.
No, non va bene.
E sei in ritardo con le consegne,
e devi lavorare come una dannata.
L’unica cosa che vorresti ora è sdraiarti su un prato e dormire riscaldata dal sole. 

Maggio 23

20 anni, dalla strage.

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini

Giovanni Falcone

Maggio 22

Non è che se una cosa me la dici 85 volte e io ti dico di si mi hai convinto…semplicemente mi hai rotto le palle!!!

Maggio 22

La quiete dopo la tempesta.

Ed è cosi la quiete dopo la tempesta.
Io dopo il litigio con te.
E’ cosi, mi sento svuotata, stanca nell’anima e nei sentimenti.
Come se qualcuno mi avesse attraversata, e devo riprendermi.
Per te è diverso, tu fai tutto facile, io sono quella che fa tutto difficile.
Io sto qua a pensare ancora alle parole di ieri sera.
Tu sei li’ che già mi sorridi e prendi in giro come se nulla fosse accaduto.
Sono scoppiata in lacrime, improvvisamente.
Ti ho detto delle cose orribili, delle cose che avrebbero scosso chiunque, che avrebbero fatto scappare tutti.
Tu no, tu sei rimasto.
Mi hai presa come sempre, con delicatezza.
Sovrastando silenziosamente le mie urla.
Hai preso le mie mani e mi hai ricondotta a ragionare.
Per te è tutto finito.
Io ci sto pensando ancora.
Penso che sono stata una stupida a pensare quelle cose, e ancor di più a dirtele in quel modo.
Penso che vorrei essere come te che anche se hai paura delle stesse cose che fanno paura a me riesci a non farne un dramma.
Penso che è bello quando mi dici che se io non esco tu non esci perchè senti che ti manca qualcosa.
Lo dici con semplicità, una semplicità che io non usare.
Io per dirti una cosa cosi bella e semplice, faccio dei casini assurdi.
Prendo il deltaplano, faccio il giro del mondo e poi ritorno.
E tu sei li’ che come un pazzo cerchi di capire dove conduce la pazzia di quel momento, prima che si schianti su qualche monte e io mi faccia male.
Hai aspettato.
Hai aspettato che mi calmassi, le scuse non le hai volute.
E’ finita che stavamo ridendo.
Mi vergogno per il casino che ho combinato.
Mi dispiace.
E tu non vuoi che mi dispiaccia, perchè odi il fatto che io chieda scusa al mondo intero. Che mi accolli sempre le colpe di tutto.
Tu sai da cosa deriva tutto questo.
E ti incazzi allora ancora di più.
Tu lo sai che a me ci vorranno un paio di giorni per sbollire del tutto.
Lo sai e mi lasci fare.
In silenzio sei li’ che mi guardi e io lo so che sei pronto a scattare non appena barcollo ancora.
Non te ne vai. Non te ne vai mai.
Solo quando vedi che non mi volto più verso di te, solo quando vedi che ho di nuovo ripreso a camminare da sola, e c è sicurezza nel mio passo, allora ti distrai.
Io volevo solo dirti che mi manchi, che non sopporto il fatto che non ci vediamo tutti i giorni.
Ti volevo solo dire che ci sono delle sere che non voglio la compagnia di nessuno, solo la tua.
E sarebbe cosi semplice.
Se solo non avessi paura. Quella fottuta paura di farmi vedere.
Quella fottuta paura di espormi.
Tu non capisci, come io possa avere paura anche di te.
Non lo accetti.
Lo sai che ho paura del mondo
“ma noi siamo un’altra cosa Penni, non ti farei mai del male”
Lo so.
Ma tremo, ancora.
La tempesta è finita. Tu sei qui.
Non è successo nulla, devo solo asciugare le goccioline dentro.
Si asciugheranno presto. 

Maggio 21

Rapporti malati.

I rapporti malati, ora li sai riconoscere.
Non è più come prima che ti ci trovavi dentro, e solo dopo esserci cascata completamente ti rendevi conto della patologia di quel rapporto.
Ora li senti a distanza. Li sai riconoscere subito.
Sono quelli che ti fanno salire il nervoso anche quando fanno le cose più stupide e banali.
Sono quelli dove ci sono insuperabili problemi di comunicazione.
Sono quelli dove 9 volte su 10 mentre tu dici una cosa sai già che dall’altra parte verrà capita in tutt’altro modo.
Sono quelli dove sono più le cose che trattieni che quelle che dici.
Sono quelle dove si parla tantissimo, ma si gira sempre intorno ad un punto.
E sono una tortura…

e tu stai diventando un rapporto malato… e a me dispiace troppo, ma ora che ho imparato a riconoscerli, non mi faccio far male.Non ci vado fino in fondo.
E’ una storia che ho già visto. Già sentito.

“Oh, ma si può sapere cos’hai?
“Niente”
“Cazzo, Penni dimmelo”
“vattene Lu, sto nervosa. Lasciami stare.”
“Ma cosa è successo?”
“Niente, niente, porca miseria, ma sei idiota?voglio stare da sola, vattene”
“…non capisco”
“LO SO”
“ti chiamo domani”
“ciao..”
“ciao..”

Maggio 20

io ci tornerei pure con te, è solo che non ho più soldi per la psicanalisi

Maggio 20

Siamo in guerra.

Prima l’uomo,
poi la natura.

Forme di ribellione diverse, eppure che fanno riflettere.
L’ Italia, vive due giorni di dolore.
L’ Italia, vive gli anni del dolore.

Pochi giorni fa abbiamo cantato Bella Ciao, ricordando i partigiani che hanno dato la vita per questo paese.
Per le future generazioni, Per noi.
Inutile girarci intorno….Abbiamo fallito, tutti!

Non serve più retorica. Non è un posto dove vale la pena lottare. Non è un posto dove serve alzarsi presto la mattina.
Siamo in guerra. Una guerra contro noi stessi.
Dove il nemico comune si configura, nella rabbia, nell’indignazione, nello sconforto.
E mentre il nostro Primo Ministro è a Camp David a parlare con 7 persone che decideranno anche per il nostro piccolo e assoggettato paese, i morti del terremoto di Bologna continuano a salire.